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GLI ABITANTI DI ALBANO LAZIALE DICONO
NO!
ALL'INCENERITORE
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| NO! INCENERITORE, assemblea 02-02-2008 1°T | ||
Dopo le assemblee di Pavona e Cecchina, ieri pomeriggio il coordinamento anti-inceneritore ha chiamato all´appello tutte le forze democratiche dei Castelli Romani. Un vero e proprio <woodstock> di comitati ambientalisti che hanno sfilato lungo le vie di Albano insieme ai cittadini. Tanti i <j´accuse> lanciati contro <l´ecomostro>, che ha comunque il merito (per così dire) di aver finalmente coalizzato i Castelli Romani, azzerando le distinzioni di <campanile>. < Quella che stiamo conducendo è una battaglia di civiltà - spiega Marcello Scarponi, tra i fondatori del coordinamento contro l´inceneritore - chiediamo politiche di riciclo dei rifiuti, le uniche davvero sostenibili e rispettose della salute e dell´ambiente >. L´area destinata ad ospitare l´inceneritore è quella di Roncigliano, già vessat a da una discarica ormai quasi trentennale. Secondo le stime del coordinamento, l´inceneritore dei Castelli è progettato per < bruciare 227mila tonnellate di Cdr quando ai Castelli se ne producono circa 80mila. La rimanenza arriverà da Roma e da tutto il centrosud >. Dopo la partenza da Piazza Mazzini, il corteo si è snodato lungo via Cavour, scandendo slogan emblematici quali <mondezza bruciata, aria avvelenata>. Invettive dure come pietre accompagnate da musica e bandiere al vento. Secondo gli organizzatori, il corteo ha visto la partecipazione di circa mille manifestanti. Secondo le forze dell´ordine intorno ai seicento. <Un grande successo di partecipazione - spiega Claudio Fiorani, dirigente della sinistra Arcobaleno - chiediamo ora a tutte le forze politiche di prendere una posizione chiara sull´inceneritore, smettendola di dar vita a dichiarazioni neutre ed inter locutorie >. Molti i comitati intervenuti al corteo, tra cui i <no-turbogas> di Aprilia e i <no-fly> di Ciampino. < La grande affluenza - spiega Fabio Papa, responsabile del Wwf Castelli - dimostra che i cittadini chiedono una gestione del territorio puntata al riciclo e non sugli inceneritori >. Al corteo ha preso parte anche la senatrice De Pretis, tra le promotrici della legge contro i famosi finanziamenti Cip-6. Il progetto dell´inceneritore di Albano attende ora la valutazione di impatto ambientale, prorogata di 60 giorni per vagliare le accurate osservazioni presentate contro il progetto. < La massiccia partecipazione - commenta Danilo Ballanti, coordinatore dei comitati di Pavona - dimostra che la popolazione non è disposta a svendere il territorio alle lobby degli inceneritori e del cemento >. Secondo gli organizzatori, il gassificatore <condannerà a morte> i Castelli anche da punto di vista idrogeologico. <Il progetto prevede un megaimpianto di 52 megawatt - spiega Andrea Mollica, membro del coordinamento - su un´area di 27mila e 500 metri quadrati. Un ecomostro che andrà ad emungere 42 metri cubi di acqua al giorno per 6 giorni. Con la crisi idrica che vive il bacino dei Castelli sarà praticamente la fine>. Il prossimo appuntamento sarà alla Regione Lazio, dove i cittadini chiederanno a Marrazzo di assumere <una posizione netta sul progetto>. Emanuele Romaggioli
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| GLI ABITANTI DI ALBANO LAZIALE DICONO NO! ALL'INCENERITORE
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Parole dure quelle proferite dal popolo anti-inceneritore, riunito sabato ad Albano. I cittadini hanno <invaso> Palazzo Savelli con argomenti affilati come rasoi. Tantissima la carne al fuoco, a cominciare dal fabbisogno idrico del paventato ecomostro, destinato a sovraccaricare, come se non bastasse, la falda idrica <colabrodo> dei Castelli. < Il progetto prevede un megaimpianto di 52 megawatt - spiega Andrea Mollica, tra i fondatori del coordinamento anti-inceneritore - con 3 linee su un´area di 27mila e 500 metri quadrati. Un eco-mostro che andrà ad emungere 42 metri cubi di acqua al giorno per 6 giorni, in regime ordinario. Con la crisi idrica che vive il bacino dei Castelli sarà praticamente la fine. L´impianto, inoltre, sarà destinato a bruciare l´immondizia del centr o sud, dato che si presta a bruciare 227mila tonnellate di Cdr l´anno quando nel bacino dei Castelli se ne producono 80mila. E in previsione di un innalzamento esponenziale della raccolta differenziata la cosa lascia molto molto da pensare>. Di alto tasso tecnico l´intervento del Wwf Castelli Romani. < E´ la stessa Comunità europea a precisare che la valorizzazione dei materiali va preferita alle operazioni di valorizzazione energetica - spiega Fabio Papa, responsabile Wwf Castelli - l´inceneritore non è un impianto in linea con la sostenibilità ambientale, perché non elimina la dipendenza dalle discariche, crea meno posti di lavoro rispetto alla raccolta differenziata porta a porta, e attraverso il riciclaggio si risparmia più energia di quanta se ne produca con l´incenerimento. A colli Aniene il porta a porta ha condotto ad una percentuale di differenziata del 63 per cento. E´ l´unica via possibile, con una a nnessa campagna di sensibilizzazione>. All´associazione del Panda fanno eco gli attivisti di Greenpeace Castelli Romani. < Le persone favorevole agli inceneritori - tuona Gino Del Ferrero di Greenpeace - si dividono in due tipologie: chi parla senza conoscere la materia e chi ricava lucro da una tecnologia che produce morte. Secondo le stime, l´inceneritore di Albano costerà 400 milioni di euro finanziati attraverso la bolletta Enel>. I comitati di Pavona lanciano l´iniziativa del compostaggio domestico. < Lanceremo un´iniziativa pubblica sul nostro territorio per avviare il compostaggio domestico - spiega Danilo Ballanti, coordinatore dei comitati di Pavona - come viene fatto in alcune zone di Roma. Sarà un´operazione in sinergia con le associazioni ambientaliste. Se gli amministratori non sono capaci di avviare tali politiche dobbiamo per forza di cose sostituirci a loro >. All´assemblea, moderata da Clau dio Fiorani del coordinamento anti-inceneritore, è intervenuto anche l´assessore regionale all´ambiente Filiberto Zaratti e il consigliere regionale dei Verdi Enrico Fontana. Emanuele Romaggioli
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| GLI ABITANTI DI ALBANO LAZIALE DICONO NO! ALL'INCENERITORE
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Giro di vite contro i prelievi
idrici nei Castelli Romani.
Dopo un´intensa attività di controllo del territorio, l´ente Parco ha varato il <regolamento delle acque nel bacino dei Colli Albani>. Un decalogo di norme pronte a <sgonfiare> la mole di emungimenti in falda, pari a circa 40 milioni di metri cubi annui a fronte di una ricarica naturale di 25/30 milioni. La parola d´ordine, dunque, è indietro tutta. Altrimenti per i Castelli non ci sarà futuro. < La situazione idrica del territorio purtroppo è nota da molto tempo - spiega Roberto Sinibaldi, direttore del Parco dei Castelli - quella che abbiamo varato è una proposta di regolamento che va normare le captazioni e i prelievi di acqua. Il lago di Castel Gandolfo continua a decrescere. Mi hanno riferito che durante l´inverno non c´è stato nemmeno il consueto innalzamento del liv ello idrico tipico di questa stagione di piogge>. Secondo gli esperti, i prelievi al lago ammonterebbero a un milione di metri cubi annui, a fronte di un rientro del 10 percento. In questa griglia di emungimenti si contano i prelievi del Vaticano, dell´Eni, del Comune di Albano e di alcuni privati. Per tutti questi soggetti varrà la stessa formula: riduzione delle captazioni, in ossequio alle norme di salvaguardia varate nel 2004 dalla Regione Lazio. < Bisogna ricordare che il lago è un Sic e una Zps (sito di importanza comunitaria e zona di protezione speciale ndr) - continua Sinibaldi - Questo significa che la navigazione a motore di motoscafi è incompatibile con la delicatezza del sito, perché tali imbarcazioni causano una serie di problemi: inquinamento, disturbo alla fauna autoctona, incompatibilità con la navigazione delle imbarcazioni a remi e quant´altro. Comprendiamo be nissimo che al lago ci sono attività consolidate da tempo, ma la tutela del sito va sicuramente a favore di tali attività. Se c´è qualcuno che inquina rilasciando melma nel lago, come purtroppo è stato rilevato, questo va certamente a ledere la stessa possibilità di lavoro. Pensiamo solo che al lago sono quasi sparite le cannucce, in grado di garantire la capacità di fitodepurazione dell´acqua>. La stagione dei sequestri al lago del Papa, intanto, si avvia alla conclusione. Il Parco puntualizza che < si stanno seguendo le indicazioni della Procura di Velletri. Non vogliamo certo smantellare tutto e riportare tutto il lago ad un bosco. Ma non è possibile che spuntino fuori d´improvviso secondi piani di trattorie in riva al lago. Ai gestori delle attività lacustri - conclude Sinibaldi - abbiamo proposto di innalzare la qualità dell´offerta istituendo delle giornate che prevedano visite ai siti archeologici, escursioni nei sentieri, osservazioni della fauna, didattica ambientale su imbarcazioni, passeggiate in bicicletta e pranzi all´aperto. Debbo dire che molti operatori sono stati d´accordo>. Emanuele Romaggioli
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